Limitazione della diffusione

Monitoraggio della resistenza

Ottimizzazione della gestione terapeutica

Sviluppo di nuove soluzioni

Watch Now

Ascolta direttamente dai principali esperti le recenti sfide e soluzioni per le Enterobatteriacee produttori di carbapemenasi in Francia ed in Italia. Muova verso il basso il cursore e ascolti le brevi interviste con:

  • Thierry Naas – Centro nazionale francese di riferimento per la resistenza agli antibiotici
  • Gian Maria Rossolini – Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi e Claudio Macchi – Fondazione Don Gnocchi

 

Nei primi mesi del 2015, le Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi (CRE) sono balzate agli onori della cronaca quando un’epidemia che ha avuto grande spazio sui mass media e che è scoppiata presso un ospedale californiano causando due decessi, è risultata correlata alla presenza di strumenti medici endoscopici contaminati1. Da almeno un decennio, tuttavia, questi agenti patogeni resistenti a diversi farmaci rappresentano un problema crescente. Tra il 2008 e il 2012, l’incidenza delle infezioni da CRE è quintuplicata interessando, dato 2012, 48 stati USA.2. Nel 2012, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi hanno segnalato che circa il 4% degli ospedali per “acute care” e il 18% degli ospedali per “long term acute care” hanno denunciato, durante i primi sei mesi dell’anno, la presenza di almeno un paziente affetto da CRE.3.


Nel 2017, uno studio sul controllo delle infezioni e di epidemiologia ospedaliera che ha coinvolto 16 strutture medico-sanitarie nella zona di Washington, D.C., ha evidenziato un tasso di prevalenza sorprendentemente elevato, pari al 5,2%. Lo studio riguarda una sola area metropolitana statunitense, ma il caso non è certamente unico.

FARE CLIC QUI per scaricare il rapporto ufficiale.

1. Terhune C. Superbug linked to 2 deaths at UCLA hospital; 179 potentially exposed. Los Angeles Times. 2015 Feb 18. Accessed Oct 2017. http://www.latimes.com/business/la-fi-hospital-infections-20150218-story.html
2. Thaden JT, et al. Rising rates of carbapenem-resistant Enterobacteriaceae in community hospitals: a mixed-methods review of epidemiology and microbiology practices in a network of community hospitals in the Southeastern United States. Infect Control Hosp Epidemiol. 2014 Aug;35(8):978-83.
3. CDC. CDC: Action needed now to halt spread of deadly bacteria. Press release. 2013 Mar 5. Accessed Oct 2017. https://www.cdc.gov/media/releases/2013/p0305_deadly_bacteria.html
4. Reuben J, et al; HARP Study Team. Healthcare antibiotic resistance prevalence - DC (HARP-DC): a regional prevalence assessment of carbapenem-resistant Enterobacteriaceae (CRE) in healthcare facilities in Washington, District of Columbia. Infect Control Hosp Epidemiol. 2017 Aug;38(8):921-29.

 

Uno studio di valutazione di pazienti ad alto rischio di essere portatori di ceppi di Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi (Carbapenem-Resistant Enterobacteriaceae, CRE), produttori di carbapenemasi, ha dimostrato che i test di sorveglianza di routine possono guidare in modo efficace i programmi di controllo delle infezioni per limitare la diffusione dei CRE, anche in aree a bassa prevalenza.

Mentre l’identificazione precoce di pazienti colonizzati con CRE produttori di carbapenemasi è di importanza cruciale per il controllo delle infezioni, non vi sono raccomandazioni su quando utilizzare metodi molecolari per la sorveglianza attiva in ambiti a bassa prevalenza. Questo studio ha dimostrato che un test molecolare rapido si adatta bene ai controlli di sorveglianza di routine sui pazienti ad alto rischio, anche in regioni a bassa prevalenza: lo studio ha riscontrato che il test Xpert® Carba-R di Cepheid ha una sensibilità del 100% e una specificità del 99,13% per l’identificazione dei CRE produttori di carbapenemasi provenienti da tamponi rettali, rispetto alle colture cromogeniche dopo arricchimento.

Lo studio è stato condotto presso un ospedale francese in cui la prevalenza dei CRE produttori di carbapenemasi era <1%. I “pazienti ad alto rischio” includevano soggetti rimpatriati da Paesi in cui è nota l’elevata prevalenza dei CRE o pazienti che erano stati a contatto con portatori noti di CRE produttori di carbapenemasi. Lo studio ha permesso di ottenere una rapida coorte dei portatori, estremamente importante per (i) prevenire i focolai e (ii) ridurre l’impatto sociale e il costo delle misure di controllo delle infezioni attuate su base empirica per i pazienti ad alto rischio che alla fine risultano negativi alla colonizzazione da CRE produttori di carbapenemasi.

Il rapporto dei risultati è stato pubblicato sull’International Journal of Antimicrobial Agents.

Questo studio ha dimostrato che Xpert® Carba-R si adatta bene ai test rapidi di sorveglianza dei pazienti ad alto rischio, anche nelle regioni a bassa prevalenza”

Riferimento bibliografico:
Hoyos-Mallecot et al. Int J Antimicrob Agents 49 (6), 774-777. 2017 Apr 12.

 

I laboratori svolgono un ruolo determinante nella diagnosi precoce dei casi di tubercolosi (TB), un fattore chiave per debellare la malattia in tutto il mondo. Allo scopo di soddisfare gli obiettivi della OMS per la prevenzione della trasmissione della TB e il miglioramento dell'assistenza ai pazienti, il programma Global Laboratory Initiative (GLI) e gli esperti dell'European Tubercolosis Laboratory Initiative (area europea dell'OMS) consigliano l'esecuzione di test rapidi nei casi di sospetta TB, utilizzando test diagnostici molecolari sensibili. Entrambi i gruppi di esperti consigliano l'uso di Xpert MTB/RIF di Cepheid come test di prima linea, al posto dell'analisi microscopica dello striscio o dei line probe assay (LiPA), unitamente a metodi basati su coltura per determinare la farmacosensibilità.1,2

Nella sua pubblicazione, il GLI ha delineato un algoritmo privilegiato per promuovere l'accesso universale dei pazienti ai test rapidi per TB e per la resistenza alla rifampicina.1 Per saperne di più sul modello GLI fare clic qui.

1. Global Laboratory Initiative. GLI model TB diagnostic algorithms. Accessed Mar 2017. http://www.stoptb.org/wg/gli/assets/documents/GLI_algorithms.pdf 
2. European Tuberculosis Laboratory Initiative. Algorithm for laboratory diagnosis and treatment-monitoring of pulmonary tuberculosis and drug-resistant tuberculosis using state-of-the-art rapid molecular diagnostic technologies. Accessed Mar 2017. http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0006/333960/ELI-Algorithm.pdf

 

Uno studio durato 7 anni sulle vie di trasmissione nosocomiale dell'enterococco resistente alla vancomicina (Vancomycin-Resistant Enterococcus, VRE), svolto in un singolo istituto di Cambridge, nel Regno Unito, fornisce nuove informazioni con importanti implicazioni per il controllo dell'infezione negli ospedali. Lo studio ha identificato più vie di introduzione del VRE nell'ospedale, seguite da una complessa rete di trasmissione dell'organismo.  

Questi risultati sottolineano l'importanza di introdurre uno screening attivo per l'identificazione dei veicoli di infezione da VRE, insieme a misure di controllo dell'infezione per prevenire l'ulteriore trasmissione. Lo screening attivo nell'ambito di un più ampio programma di prevenzione delle infezioni è in grado di ridurre i tassi di colonizzazione e infezione da VRE, e può portare a tassi di infezione più bassi, come si è potuto osservare nei paesi che implementano questa strategia, come la Finlandia e i Paesi Bassi.

Questo studio ha utilizzato i dati sui ricoveri dei pazienti e i movimenti nei reparti con metodi avanzati di sequenziamento del genoma completo, per seguire l'introduzione e la trasmissione di più ceppi del VRE. Più del 50% degli isolati rilevati nello studio erano altamente correlati ad almeno un altro isolato, evidenziando la complessità della trasmissione del VRE all'interno dell'ospedale. In base ai dati, gli investigatori hanno concluso che gli interventi mirati di controllo dell'infezione attivati solo da indagini su focolai epidemici, senza screening attivo, hanno solo un'efficacia parziale nella riduzione dei tassi di infezione da VRE.

Lo screening attivo riduce i tassi di infezione da VRE e i paesi che implementano questa strategia (Finlandia e Paesi Bassi) evidenziano tassi di infezione da VRE considerevolmente più bassi rispetto al Regno Unito.”

Il VRE è la causa principale delle infezioni correlate all'assistenza sanitaria. Queste infezioni, rispetto a quelle causate da enterococchi sensibili alla vancomicina, comportano tassi di mortalità e costi sanitari più elevati. Data la frequente persistenza nelle strutture ospedaliere, l'eradicazione dei ceppi di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina rappresenta una sfida particolarmente complessa, resa ancora più difficile dalla mancanza di screening attivo.

Il rapporto contenente i risultati è stato pubblicato in Clinical Infectious Diseases.

KE Raven et al. Clinical Infectious Diseases 2017

I vantaggi dell’uso di tecnologie di diagnosi molecolare rapida per lo screening preoperatorio dei soggetti portatori di MRSA/S. aureus sono stati evidenziati da un gruppo internazionale di esperti nel controllo delle infezioni in un recente documento di consenso.

Le infezioni del sito chirurgico (ISC) sono tra le più comuni infezioni correlate all’assistenza sanitaria (ICA) con conseguenze rilevanti in termini di morbilità e mortalità. La colonizzazione nasale da S. aureus è il fattore di rischio indipendente più importante per lo sviluppo di una ISC negli interventi chirurgici puliti, come dimostra un tasso da 2 a 9 volte superiore nei soggetti portatori rispetto a quelli non portatori.

Dopo la 1st European S. aureus & Surgical Site Infection Round Table (Prima tavola rotonda europea sulle infezioni del sito chirurgico e da S. aureus), dieci esperti europei e americani hanno riesaminato gli elementi che provano il valore dello screening per la colonizzazione nasale di S. aureus e la successiva decolonizzazione dei pazienti positivi in fase preoperatoria. I risultati sono stati pubblicati in forma di documento di consenso sulla rivista Journal of Hospital Infection.

Costo e prolungamento degenza per ISC

Si riscontra una chiara correlazione tra l’uso empirico/universale della mupirocina e altri antisettici e l’emergenza della resistenza a questi agenti tra MSSA, MRSA e S. epidermidis, con un aumento dal 60 al 95%.

Un’efficiente soluzione per i pazienti sottoposti a interventi chirurgici puliti è l’impiego delle tecnologie diagnostiche molecolari rapide per l’identificazione preoperatoria dei portatori di MSSA e MRSA, seguito da decolonizzazione con mupirocina e clorexidina.

Questa strategia di trattamento è associata a una riduzione dei tassi di ISC e a risparmi sui costi:

  • Riduzione del 60% del tasso di infezioni da S. aureus
  • Riduzione del 57% del tasso di mortalità
  • Riduzione di 2 giorni dei tempi di degenza
  • Riduzione dei costi dell’assistenza di 2.841 € (3.044 USD) per i pazienti cardiotoracici e di 955 € (1.023 USD) per i pazienti ortopedici

 

Lo screening e la decolonizzazione selettiva dei pazienti positivi allo S. aureus consentono di prevenire le ISC, contenere i costi, monitorare i cambiamenti negli isolati circolanti di MSSA e MRSA, e minimizzare l’emergenza della resistenza.”

Riferimento bibliografico:
H. Humphreys et al. Journal of Hospital Infection 2016

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I principali esperti britannici raccontano le più recenti sfide e soluzioni al problema degli enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) nel nord-ovest dell’Inghilterra.

Il Regno Unito ha aperto la strada ad approcci innovativi per affrontare la minaccia rappresentata dalle carbapenemasi e limitare la diffusione di questi pericolosi organismi. Fare clic sulle tre immagini in alto per ascoltare alcune brevi interviste ad esperti chiave del settore:

  • Dr. Tim Neal – Specialista in controllo delle infezioni (Infection Control Doctor) – Laboratori clinici di Liverpool (Liverpool Clinical Laboratories)
  • Dr. Andrew Dodgson – Responsabile Microbiologia e Controllo delle infezioni – Central Manchester Foundation Trust
  • Terry Whalley – Direttore del dipartimento Strategia e Sostenibilità – Wirral University Teaching Hospital NHS Foundation Trust

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In occasione del meeting IDWeek 2016 tenutosi a New Orleans, la Dott.ssa Teena Chopra ha presentato una relazione dal titolo "Rapid Diagnostics in the Post Antibiotic Era: Averting a Catastrophe" (Diagnostica rapida nell’era post-antibiotici: come evitare una catastrofe). Fare clic sull’immagine sopra per riprodurre l’intera presentazione.

Il video è disponibile con l'autorizzazione della relatrice.

MRSA, C. difficile, enterobatteri resistenti ai carbapenemi, enterococchi vancomicina-resistenti, tubercolosi — Gli organismi farmaco-resistenti pongono una seria minaccia alla nostra capacità di curare i pazienti.1,2 Quanto è grande il pericolo e quali misure immediate possiamo prendere prima che sia troppo tardi?

Diffusione della crisi a livello mondiale3

1. Centers for Disease Control and Prevention.  “About Antimicrobial Resistance.” Available at http://www.cdc.gov/drugresistance/about.html. Accessed December 21, 2015.;
2. World Health Organization. “Antimicrobial resistance: global report on surveillance.” June, 2014.;
3. “Antibiotic resistance – the global threat.” Available at: http://www.cdc.gov/drugresistance/pdf/antibiotic_resistant_fs.pdf. Accessed December 21, 2015.

I pazienti con infezioni causate da batteri farmaco-resistenti sono esposti a un rischio più elevato di esiti clinici negativi e mortalità , consumando spesso maggiori risorse sanitarie rispetto ai pazienti infettati da batteri farmaco-suscettibili.1 L’identificazione tempestiva e affidabile degli agenti patogeni farmaco-resistenti è parte integrante della limitazione della diffusione della resistenza antimicrobica.

CDC livello di rischio


 

1. World Health Organization. “Antimicrobial resistance: global report on surveillance.” June, 2014.

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L’MRSA, un’infezione correlata all’assistenza sanitaria, causa ogni anno centinaia di migliaia di infezioni in tutto il mondo. Per esempio, ogni anno negli Stati Uniti si verificano ben 375.000 casi di infezione da MRSA e 23.000 decessi ad esso correlati.1 È stato dimostrato che l’implementazione di test di PCR on-demand con Xpert MRSA seguiti dall’isolamento dei pazienti infetti o colonizzati con MRSA riduce sia i tassi di ICA, sia i costi correlati all’infezione.2

Fare clic qui per informazioni sull’integrazione dei test molecolari on-demand in un programma ospedaliero di sorveglianza attiva contro l’MRSA.

 

1. Kavanagh KT, Calderon LE, Saman DM and Abusalem SK. The use of surveillance and preventative measures for methicillin-resistant staphylococcus aureus infections in surgical patients. Antimicrob Resist Infect Control. 2014;3:18. ;
2. Spencer M, Barnes S, Parada J et al. A primer on on-demand polymerase chain reaction technology.  Am J Infect Control. 2015;43:1102-8.

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